Nymph()maniac

nymphomaniac_flanericomNymphomaniac (anche scritto Nymph()maniac)film drammatico, 2013
diretto da Lars von Trier. 240min. di Filippo Venturini

TRAMA:

Joe, una donna che viene trovata da Selingman in un vicolo, racconta
le proprie vicende sessuali, dall’infanzia fino all’età di 50 anni. La
storia è in due parti: la prima a sua volta divisa in cinque capitoli,
mentre la seconda in tre.

Voto 6

I CONSIGLI DEI TIZI DEL VIDEONOLEGGIO:

Da mesi questo film viene pubblicizzato: Trailer più o meno ufficiali,
copertine, pagine facebook, twitter, di tutto..e questo perché?perchè
il film parla di sesso, e lo fa in maniera molto esplicita.
Il sesso vende, non è una novità!
Sono dell’opinione che capire, e forse apprezzare questo film, sia una
prerogativa solo di tutti quei cinefili che probabilmente hanno speso
gran parte della loro vita studiando accuratamente i pensieri, ed
anche le personalità, talvolta contorte, dei registi.
Se parliamo di ninfomania, parliamo di una malattia, e di conseguenza
una pellicola che tratta l’argomento non può essere “leggera”, ma
brutale, orrida ai limiti dell’umiliante.
Così è stato!quindi, per chi avesse intenzione di spendere quei 7/8 EURO
al cinema, sappiate che il film che vedrete non è un film “troppo
sexy” vietato ai minori di 14 anni, ma una pellicola che testimonia
l’autodistruzione di un essere umano.

Curiosità:

La pellicola ha due versioni, una soft della durata di 4 ore (si
tratta di quella che io ho visto, anche perché al momento è l’unica in
circolazione) e una hard che dura 5 ore e 30 minuti. Per promuovere il
film, sono state pubblicate quattordici locandine che ritraggono gli
attori protagonisti all’apice di un orgasmo.

Il 22 Novembre 2013 è uscito il trailer del film, che è però stato
subito cancellato dal famoso sito di video sharing YouTube per
contenuti espliciti. La versione integrale, della durata di 1’55” è
disponibile su Vimeo, mentre su YouTube è presente una versione di
1’15”.

Il film è uscito il 25 dicembre 2013 in Danimarca, ed uscirà nelle
sale italiane diviso nei due capitoli, il 3 ed il 24 aprile 2014,
distribuito dalla Good Films, che ha annunciato anche il numero di
copie che sarà di 120 in tutta la nazione.

Annunci
Pubblicato in Biografico, Drammatico | 3 commenti

12 Anni Schiavo

12-anni-schiavo

12 Anni Schiavo (12 Years a Slave) film del 2013 diretto da Steve McQueen, 134 min.

di Filippo Venturini

Voto: 9+

Trama:

Siamo nel 1841, poco prima della guerra di successione, e Solomon Northup vive nella contea di Saratoga con la moglie e due figli.
Ingannato da due falsi agenti dello spettacolo, viene rapito e reso schiavo in Luisiana, dove rimane 12 anni. Tra la crudeltà del suo padrone, della fatica di una vita priva di libertà e di voglia di riabbracciare il suo amore, lotta per conservare ciò che rimane della sua dignità.

I consigli dei tizi del videonoleggio:

Steve McQueen torna e lo fa in grande stile, esattamente come ci si aspetta. Non dirige un film solo bello, dirige un film in grado di captare in pieno le sensazioni di quei tempi, come se lo stessimo vivendo contemporaneamente.
Ti incolla allo schermo, fare una pausa è impossibile, rende perfino superfluo l’intervallo tra il primo e il secondo tempo!Più di due ore di pellicola e non sentirle assolutamente, nonostante sia piena di contenuti. E’ un film straziante, commovente, fatto di tante piccole sfumature. Non lascia a vuoto niente, ha uno stile preciso e senza momenti morti, lascia trasparire la vera desolazione dell’uomo, lo schiavismo senza dignità, la cattiveria dell’uomo e la paura. Il film di Steve McQueen è una discesa agli inferi di particolare forza emotiva ed espressiva. Le immagini rendono espliciti i concetti con particolare efficacia. La drammatica rappresentazione di una fustigazione che lacera la pelle mostra il potere assoluto dell’ uomo sull’ uomo. Vedere Solomon che si contorce nel tentativo di sfuggire alla costrizione delle catene ci ricorda il valore fondamentale della libertà, e stiamo parlando della semplice libertà di movimento. Quando viene venduto come schiavo entra poi in un “mondo” in cui la dignità umana non ha cittadinanza e ciascuno vale soltanto in base a quanto riesce a produrre per gli altri. Solomon è stato spogliato della sua identità ed è divenuto una semplice merce. McQueen si è messo in gioco con una storia realmente accaduta, e ne è uscito vincitore.

Non dico altro,questo film deve obbligatoriamente essere visto, è semplicemente sensazionale, straziante e cattivo ai limiti della decenza quasi, ma altrettanto favoloso e pieno di umanità. Consigliatissimo, mi raccomando! Non perdetevelo!

Pubblicato in Biografico, Drammatico, Storico | 2 commenti

The wolf of wall street

MV5BMjIxMjgxNTk0MF5BMl5BanBnXkFtZTgwNjIyOTg2MDE@._V1_SX640_SY720_

The wolf of Wall Street, Martin Scorsese 2013- 179min.

di Filippo Venturini

Voto: 8 ½ puro Scorsese

 Trama:

 Jordan Belfort ,giovane ambizioso e capace, riesce a costruire un fortuna attraverso la vendita di azioni. I suoi guadagni sembrano non finire mai, ma sará tutto legale???

 I consigli dei tizi del videonoleggio:

 Se volessi dare una definizione semplicistica a questo film, affermerei che Scorsese non ha fatto altro che portare QUEI BRAVI RAGAZZI a Wall Street, ma appunto.. sarebbe troppo semplice e i miei consigli terminerebbero qui.

Vedendo il film , invece, ho subito pensato ad una corsa automobilistica , una di quelle con il gas sempre aperto dove l’asfalto corre veloce sotto l’ auto e Scorsese, da grande pilota, ha spinto il gas al massimo senza mai fermarsi, portando il motore al limite, dando spettacolo con colpi da grande maestro.Per raccontare la vita di un giovane self made man , che ha bruciato le tappe della vita, non si poteva far altro che realizzare un film di questo tipo:veloce, diretto ed eccessivo; l’ indagine antropologica lascia spazio alle vicende del protagonista ed è più che sufficiente, non ci sono ramanzine alla WALL STREET!!.

Scorsese riscopre e rimette in scena la magistrale regia del passato, le 3 ore  passano veloci; sulle vicende del protagonista si può discutere , sulla bellezza di questo film non ci sono dubbi e per Di Caprio non ci sono parole…correte al cinema!!!

Pubblicato in Biografico, Drammatico | 2 commenti

Dietro i candelabri

49531

Dietro i candelabri  di Steven Soderbergh, 2013 – 118min 

di Filippo Venturini

Trama:

Dietro i Candelabri è un film  basato sulla vita di Liberace, pianista e showman vissuto tra gli anni ’70 e gli ’80 e in particolar modo sulla relazione tra l’artista e il giovane Scott Thornson. Relazione gay in un periodo in cui essere gay poteva segnare la fine di una carriera artistica. Il film segue la relazione dagli inizi alla fine
per poi concludersi con la morte di Liberace a causa dell’AIDS.

Voto 7

I consigli dei tizi del videonoleggio:

In un tempo non poi così lontano fare outing e dichiarare a tutti la propria omosessualità era come aver trovato la strada giusta per l’esilio da una società ancora troppo bigotta per capire che quando si parla di amore, lo si deve fare a 360° e non esistono distinzioni.
E’ proprio in questi anni, gli anni 70, che Steven Soderbergh decide di raccontare la storia dell’eccentrico Liberace e della sua storia d’amore con il suo giovane e segreto amante; immersa nel lusso, annegata nel kitsch, contrappuntata da diamanti, abiti e macchine da mille e una notte, la loro relazione durò cinque anni, pericolosamente vissuti tra sesso compulsivo, droga e chirurgia plastica.
Nonostante le difficoltà incontrate nel trovare qualcuno disposto a produrre il film, io trovo che la realizzazione sia un grande traguardo. Perché in questo film l’omosessualità non è il contorno ma il tema focale. E’ omosessuale il protagonista, omosessuale il suo rapporto con Thornson, omosessuali i riferimenti espliciti al sesso. Allo stesso tempo l’elemento omosessuale va nascosto, celato, addomesticato diventando quasi qualcosa di sintetico, perché Liberace è cattolico, perché Liberace è un personaggio noto, famoso, perché il mondo ancora non riesce a concedere e accettare la completa libertà sessuale ora, figuriamoci trenta-quaranta anni fa. Lo stile di Soderbergh è senza dubbio più unico che raro, in tutti i suoi lavori ha sempre lasciato la sua impronta e questo film ne è la riconferma.

Curiosità:

Douglas e Soderbergh parlavano di questo progetto da più di dieci anni.La prima volta fu sul set di Traffic, nel 2000, ma soltanto sette anni dopo il regista si è messo seriamente a pensare a questo film. Un film che forse potrebbe segnare la fine della carriera di Soderbergh, come dichiara lui stesso da tempo. Ma a Cannes il regista di Ocean’s Eleven ha tenuto a precisare: “Ho solo intenzione di prendermi un periodo di pausa.  Diciamo un anno sabbatico. Poi si vedrà”.

In un’intervista al New York Post Steven Soderbergh ha dichiarato che inizialmente il film doveva avere una distribuzione nelle sale, ma tutti gli studios di Hollywood avevano rifiutato di produrre una storia così gay, nonostante fosse tratta da un’autobiografia-confessione dello stesso Thurson.

Pubblicato in Biografico, Drammatico | 2 commenti

TRENO DI NOTTE PER LISBONA

49748

Treno di notte per Lisbona , di Bille August,2013-111min.

Di Filippo Venturini

Trama:

Treno di notte per Lisbona è tratto dall’omonimo libro del professore
universitario e scrittore bernese Pascal Mercier. La vita monotona
dell’introverso e poco socievole professore di latino, materia non
entusiasmante né per gli studenti, ma soprattutto per lui, viene
sconvolta un mattino quando, attraversando il ponte che lo conduce a
scuola, vede una giovane con un cappotto di pelle rossa che si sta per
gettare nel fiume. In uno slancio di inconsapevole generosità le salva
la vita. L’incontro segna anche un radicale cambiamento nella sua vita
e l’inizio di vicende avventurose..

Voto: 7, coinvolgente

I consigli dei tizi del videonoleggio:

Certe volte si sceglie di adattare per il grande schermo romanzi molto
complessi, la cui vicenda è scandita con un ritmo a “scatole cinesi” e
questo complica molto la realizzazione sullo schermo di alcuni
best-sellers, tra questi romanzi rientra anche questo di cui stiamo
scrivendo.
Quando si decide di vedere questo tipo di film, bisognerebbe farlo non
prima di averne letto il libro, perché solo così è possibile coglierne
tutte le sfumature. (e qui sarebbe stato il caso di leggerlo!)
Il film di Bille August trascina lo spettatore con la sua impeccabile
ricostruzione storica, forte di un’affascinante cornice scenografica :
Lisbona , che contribuisce non poco a creare un’atmosfera particolare,
ma per chi come me non aveva letto il libro alla fine, il film non
risulta poi così lineare, sembra quasi che August nell’intento di
voler raccontare tutto, faccia un po’ di confusione e questo lascia un
po’ di punti interrogativi.
Tutto sommato a me il film è piaciuto, e ho trovato molto particolare
il fatto di voler raccontare una storia travagliata di amore e
amicizia in un contesto storico non proprio semplicissimo attraverso
la ricerca interiore di un uomo, che in qualche modo fugge da sé
stesso e attraverso le pagine di un libro cerca di ritrovarsi.
Treno di Notte per Lisbona, ci mette di fronte alla possibilità di
abbandonare tutto ciò che si è stati, sconfiggendola paura di cambiare
direzione, messaggio già sentito e quasi all’insegna dell’ovvietà, ma
sempre di grande effetto sul pubblico.

Pubblicato in Drammatico, Storico | 5 commenti

DON JON

donjonDon Jon di Joseph Gordon-Levitt, 2013-  90min

di Filippo Venturini

Trama:
Jon ė un giovane playboy, che non ha grossi problemi a conoscere e rimorchiare ragazze, proprio per questo ė soprannominato dagli amici “don jon”. Nonostante ciò non riesce a fare a meno di vedere film porno sul web, fino a che…..
Voto: carino, 6.5
I consigli dei tizi del video noleggio:
Attore non eccezionale ma con qualche bella parte, Joseph Gordon-Levitt esordisce come regista con una prova niente male; già la scelta dell’argomento risulta audace quanto vincente.La pornografia via internet pur essendo uno dei contenuti più ricercati sul web finora al cinema ė passato inosservato; così il buon Joseph ci si ė buttato a capo fitto , azzeccando pure il modo; abbandona ogni moralismo e affronta la faccenda con la leggerezza tipico del ragazzo; il risultato ė convincente , il film scorre velocissimo e non annoia mai, almeno per la prima ora, raccontando in maniera semplice e diretta tutto ciò che passa nella testa di un giovane. Se dobbiamo muovere qualche critica a questo giovane regista lo facciamo per il finale, un po’ stiracchiato e banale; ma considerato il risultato complessivo prendiamolo come peccato di gioventù.
Curiosità:
  • Il titolo del film inizialmente era Don Jon’s Addiction; con questo titolo infatti la pellicola viene presentata al Sundance Film Festival Successivamente il regista Gordon-Levitt annuncia tramite il suo account Facebook che avrebbe cambiato il titolo in Don Jon con la seguente motivazione:
« Ho deciso di cambiarlo principalmente perché così è corto e semplice, se mi conoscete sapete che sono un fan della brevità. Secondo, avevo l’impressione che il vecchio titolo facesse giungere certe persone a certe conclusioni troppo in fretta. Alcune persone credevano fosse un film sulla dipendenza dalla pornografia e dal sesso, ma non è così. Don Jon è una commedia su come gli uomini e le donne si trattano tra loro, e su come i media che consumiamo possono creare aspettative irrealistiche. La storia ruota attorno a un giovane uomo che guarda troppa pornografia e una giovane donna che guarda troppi film romantici. È un tema che trovo affascinante e divertente. »
 
  •  Joseph Gordon-Levitt scrisse la parte di Barbara proprio per Scarlett Johansson, senza avere la certezza della partecipazione della star. Gordon-Levitt fu molto felice quando l’attrice accettò la parte.
  • Anne Hathaway, Channing Tatum e Cuba Gooding Jr. fanno dei brevi cameo, dove interpretano stelle del cinema protagonisti di film visti da Don Jon e Barbara.
Pubblicato in Fantascienza | 5 commenti

LE RECENSIONI DEI FENOMENI

Image

Interstizi di cinema puro nella nuova pellicola di Coso. Aggrappati alla transustanziazione del non-detto filmico, si viene marmorizzati nell’oblungo (ma non per questo meno catartico) manierismo fotovoltaico.
La plumbea e paradigmatica vocazione embrionale del regista si scinde in crisalidi sempiterne. Ossimori ancestrali. Beh, come non aspettarselo, vista la coriacea spending rewiew neuronale che ci ha accompagnato negli ultimi 30 minuti, estasianti, come abbazie spinte da un dirupo.
Attori maneggiati come calessi. Calessi sbrindellati, ammettiamolo, ma in ogni caso salvifici e mirabolanti. Un po’ lanzichenecchi, un po’ sampdoriani. L’incedere della pellicola, col ritmo compassato e triglicerico di chi non ha un domani ma un “ieri” a-spaziale e non così rannicchiato come uno scricciolo sul pendio di un faraglione.
La mangrovie sparpagliate, e badabim e badabam e poi fulmini, corazze e pistacchi, sgomenti di cotanta bellezza, e non possiamo non negare la mitigazione del nostro caro regista che ci regala un protagonista indimenticabile, metà Milhouse Van Houten, metà Mitja Karamazov, che con dei lapislazzuli nella milza, si sobbarca un pantheon pantagruelico di fameliche e focomeliche muse androgine. Beh, come dargli torto?!
Certo, il montaggio monozigote a volte va a depauperare i crismi dei dadaistici controcampi, ma è un errore (?) che perdoniamo al nostro caro regista.
Un’ultima cosa, per coloro i quali hanno tacciato il nostro caro regista di revanscismo copernicane ed ermetismo, posso solo dire che la pellicola altro non è che un parallasse al limite fra il Lussemburgo e la follia.

Quanti di voi hanno letto (o addirittura scritto) una recensione così? Ecco, cercando di lasciar perdere per un attimo i ‘giudizi qualitativi’, vorrei sapere da voi a COSA e a CHI servono queste recensioni.

Pubblicato in Fantascienza | 1 commento